[Review] Trap Runner (Commodore Amiga)

[Review] Trap Runner (Commodore Amiga)

Maggio 29, 2020 0 Di Violo

Trap Runner - INFORMAZIONI
Genere: Platform Game
Anno di sviluppo: 2018
Sviluppatore: Retro Guru

Trap Runner è un gioco per chi ci crede. Semplicemente perché esce nel 2018, 28 anni dopo il fallimento della Commodore. Se 28 anni dopo compri un gioco “nuovo” significa che sei oltre il nostalgico, sei qualcuno che il Commodore Amiga lo accende ancora abbastanza spesso. Uno che ci crede ancora. Uno che spera che il marchio venga rilevato da chi oggi potrebbe ancora produrre una macchina. Ma sappiamo che questa è un’utopia. Il sistema operativo, per quanto era avanti all’epoca, ancora oggi continua i suoi sviluppi mantenendo inalterate quelle caratteristiche che lo rendono unico, ma la parte hardware si è fermata nel 1994 con la chiusura dell’azienda, e ad oggi si producono solo “moderni device” col logo di chi detiene i diritti d’uso del marchio. Ma la community “Commodoriana” è ampia e tra i developer spiccano chi produce hardware e chi software. Retro Guru è una di queste e lo fa per il “piacere” di produrre nuovi giochi o fare porting su piattaforme varie degli esistenti. E lo fanno “for free”, infatti i loro giochi sono scaricabili gratuitamente. Paghi solo se li vuoi ricevere in un box, così come all’epoca lo avresti comprato al negozio di fiducia.

Veniamo al gioco. Va fatto presente che gira con appena 512Kb di Ram della CPU 68000 in su dato che è scritto completamente in assembler. Un vantaggio non da poco che i giochi dell’epoca non sempre avevano. In puro stile anni ‘90 la trama è semplicemente semplice. Ci scherzano pure scrivendo alla fine della Intro che è un gioco di oggi per un computer degli anni 80/90 quindi cosa ti aspetti come storia? E’ il tipico malvagio che sequestra la donna del nostro personaggio e quest’ultimo dovrà superare molte sfide per liberarla.
Il nostro personaggio è un fantasmino. Molto delicato e disegnato molto bene nei movimenti, specialmente nel salto e nell’accovacciarsi. La ratio delle proporzioni è piuttosto minuta, come a voler sfruttare i moderni TV o monitor dove è possibile collegare un Amiga oggi (come un VGA dove il pixel lo vedi al dettaglio sembrando quasi un gioco odierno della Endless Maze in pixel art). Lo scenario è molto dettagliato e gradevole. La grafica è abbastanza spinta per accontentarsi del primo chip Amiga OCS (i successivi ECS e AGA permettevamo molto di più con i loro colori, risoluzioni e 1 o 2 megabyte di Ram). Colori e animazioni sono vivaci e tutto lo scenario trasmette proprio il senso di “dettaglio” che è una cosa molto gradevole che fa funzionare l’appeal. Non è che spicchino novità, diciamo che in un gioco arcade 2D a scorrimento orizzontale c’è poco da inventarsi. Il richiamo ad alcuni must Amiga è inevitabile: forti somiglianze con il Superfrog della Team17 e il Giana Sister (risposta al Super Mario Bros di Amiga) della Time Warp Production. Il nostro fantasmino deve raggiungere l’uscita di ogni livello bloccandola con il raccoglimento di alcune stelle. Durante il percorso deve fare attenzione agli ostacoli e trabocchetti. Questi sono espressi sotto forma di “nemici”, ovvero esseri viventi che si muovono a terra o in aria compiendo un movimento di routine. Questi nemici si neutralizzano saltandoci sopra. Fino qui sembra proprio la copia ridisegnata di Superfrog. Altri ostacoli e trabocchetti sono espressi sotto forma di interazione dello scenario, come alberi che gettano i loro frutti o come elementi spigolosi che emergono o escono fuori. Anche questi compiono movimenti prevedibili ma sono collocati in posizioni ben studiate che richiedono di “lasciarci la pelle la prima volta”. Tutto il percorso verso l’uscita richiede un buon mix tra abilità di movimento del nostro personaggio e previsione dei movimenti dei nemici e degli elementi dello scenario. Ci sono poi le tipiche stelline da prendere saltandoci così come avviene su Giana Sister, giusto per richiamare un po’ anche altri giochi e non solo di Super Frog. Ad arricchire il tutto, oltre al bel dettaglio grafico già menzionato, ci sono delle piccole chicche come gli elementi in primo piano. Alcuni elementi di scenario infatti risultano anteriori al nostro personaggio motivo per cui quando ci passi rimani nascosto. Un richiamo a Oscar e Trolls dove questa soluzione era già apparsa. Ad esempio una roccia o una pianta potrebbe essere posta nella linea visiva tra noi che guardiamo lo schermo e il nostro personaggio, motivo per cui quando transiti lì, non vedi più il tuo fantasmino in quanto nascosto dall’elemento. Questo è sfruttato per introdurre un fattore di “ansia” dato che spesso dietro questi elementi si celano nemici o sorprese. Inoltre l’elemento grafico in priorità sulla profondità di campo non è noto fino che non ci si passa. Una piccola chicca che incide in modo molto gradevole sull’adrenalina di gioco.

Passaggi segreti e blocchi che si rompono per aprire nuovi percorsi sono solo altro “sale” per rendere più saporito un gioco che di fatto 28 anni dopo non poteva portare novità mozzafiato. In questo concept di gioco dovremo affrontare col nostro fantasmino ben cinque mondi diversi con quattro livelli ciascuno più uno finale, ovvero 25 livelli totali, per arrivare al big boss (che di fatto rappresenta il ventiseiesimo ed ultimo livello) prima di riabbracciare la sua cara. L’audio, ultimo punto, è ben sfruttato. Una bella sigla usa bene le potenzialità dei custom chip Amiga e durante il gioco gli SFX sono ben curati facendo intuire esattamente cosa sta succedendo. Porzioni di campionamento sono usate come ad esempio quando il nostro fantasmino perde una vita, emettendo un “urlo” quasi inquietante frutto di un campionamento audio che ricorda i primi giochi su Windows 95. Trap Runner è un gioco dignitoso, molto ben fatto che trasmette la passione di chi l’ha sviluppato come un canto del cigno dell’arcade per i primi Amiga del 1985 basata su CPU 68000 e con 512Kb di RAM.

CONCLUSIONI

Trap Runner sarebbe stato un gioco da 9 o 10. Ma esce nel 2018, e di fatto questo sposta ogni considerazione sul fatto che, quasi 30 anni dopo puoi permetterti di prendere il meglio, far riferimento al meglio, ed evitare errori del passato. Come dire, sarebbe troppo facile fare un capolavoro oggi. Il capolavoro per essere tale deve centrare anche la dimensione temporale. Motivo per cui si prende un 8, perché ben fatto ma uscito nel 2018 quando tante cose sono già viste. Il buon voto include anche l’ammirevole policy di Retroguru di sviluppare e rilasciare freeware questi giochi. Un grande omaggio agli appassionati e la dimostrazione che è un mondo di nicchia, ma una nicchia molto attiva.

Giudizio Globale: 8/10

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