Super Castelvania IV – H.’n S. fantasy a prospettiva laterale (Parte 4)

Super Castelvania IV - INFORMAZIONI:
Genere: Hack ‘n Slash/Platform
Anno di sviluppo: 1991
Sviluppatore:    Konami 
Voto: 7,5

 

 

Ogni 100 anni Dracula risorge e c’è sempre qualcuno che si frappone tra i suoi canini acuminati ed il collo delle giovani fanciulle. Si tratta della dinastia dei Belmont; antica stirpe che combatte il famigerato conte Vlad “l’impalatore” dal momento in cui mise da parte la croce rinnegando la Chiesa e tutti i suoi dettami. È grazie alla famiglia Belmont e ad una vecchia canzone degli Squallor che Nosferatu (come lo chiamava il regista Murnau) non riuscendo più a trovare vergini di cui cibarsi, divenne Nosfigatus. Ma questa è un’altra storia…

La saga di Castelvania, si sa, è sterminata; nonostante comparve come coin-op, e venne adattata per diverse console, rimane però legata al marchio Nintendo come pochi altri titoli. Sarebbe davvero troppo impegnativo trattare l’evoluzione di questa affascinante serie, che ha visto avvicendare addirittura diversi protagonisti della stessa famiglia Belmont e non solo, tra Leon, Gabriel, Trevor, Richter e l’affascinante mezzosangue Alucard, figlio dello stesso Dracula (anagrammato al contrario), protagonista della riuscitissima, ma non convenzionale, versione per PS1.

In Super Castelvania IV uscito per Super Famicom/Nintendo nel 1991, vestiremo i panni di Simon Belmont, lo stesso protagonista del primo capitolo della saga, creato per il Nes nel 1986, essendo S. Castelvania IV un remake di quest’ultimo. Questa volta andiamo a 16 bit e l’evoluzione grafica giustamente ne risente in positivo. La storica ambientazione lugubre-vampiresca acquista un fascino più concreto sin dalle prime schermate, dai fondali, alle creature, ma soprattutto nella definizione dei dungeon e delle architetture del castello, essendo un gioco che si svolge prevalentemente all’interno. Gli elementi classici che hanno fatto la fortuna di questo classico ci sono tutti, a cominciare dalla frusta amazza-vampiri, che possiamo talvolta utilizzare a mo’ di liana. E dai candelabri, sempre presenti nel gioco, che nascondono i cuoricini che numerano le cartucce delle eventuali armi da lancio che troveremo durante il gioco; come ascia, crocifisso, acqua santa ed all’appello il pugnale.

Ma ci sono anche gradite novità, a cominciare dall’affascinante musica di sottofondo del primo livello: Simon Belmont’s Theme, che ascoltiamo per la prima volta e che ritroveremo negli altri capitoli dedicati a Simon. Talmente trascinante che rischia, per chi come me si nutre di musica, di distrarci dalla missione vera e propria. Una sorta di rock epico dalle ritmiche vagamente progressive in cui l’organo la fa da padrone. Ma non mancheranno all’appello anche la storica Vampire killer e Bloody tears, anch’essa arrangiata in tutte le salse nel corso del tempo, dalle versioni più digitali a quelle in perfetto stile Japan-Rock. Per quanto riguarda la Frusta che abbiamo in dotazione la sorpresa è che dura pochissimo, e per fortuna!! Al primo candelabro che sfasciamo ci ritroviamo con un bel mazzafrusto che fa molto più male e che possiamo manovrare come più ci piace, nelle varie direzioni e nelle diagonali. Tenendo premuto il tasto possiamo addirittura farlo penzolare e ruotare intorno a noi in base alla nostra abilità con il joy-pad. Manco fossimo Giovannone, compare di Maccio Capatonda, che utilizza solo il muscolo del pollice e per questo destinato a non diventare l’uomo più in forma del mondo.

Il gioco in sé è un classico Hack ‘n slash a scorrimento laterale ma con prevalenza di elementi platform. Piattaforme dei più svariati tipi e materiali: piattaforme mobili, a ruota dentata, che si sgretolano, che schiacciano, che scompaiono, che ruotano, che infilzano e che qualche volta fanno girare le palle. Ci sono poi le scale, vero elemento ricorrente di Castelvania, che se ci atterri sopra dopo un salto cadi inspiegabilmente nel vuoto. Troviamo anche delle bizzarrie che sconvolgono la routine del classico platform, per quante varianti possano inventare; ad un certo punto lo sfondo ruota come fossimo in un cilindro dando un effetto 3D da mal di mare, in un altro livello ruota come le lancette dell’orologio lasciandoci di stucco appesi al fidato mazzafrusto.

Da come si può intuire quindi, lo stile di gioco è prevalentemente improntato sul superamento di ostacoli, oltre che alla nobile attività di “mazzafrustare” le varie creature dell’oltretomba. Le quali non mettono mai veramente in difficoltà il caparbio Simon ma sono piuttosto statiche e spesso se ne fregano se ci siete o meno tirando ossa o sputacchi vari e menando fendenti a casaccio. Neanche i cattivoni di fine livello fanno veramente paura; una volta capito che non ci si deve risparmiare a dare mazzate e non perdere troppo tempo ad evitare ogni colpo. Ma prima di giungere a Dracula ne dovrete prendere a calci un esercito intero, dallo scheletro cavalcante l’equino osseo, a medusa, il golem, il teschio gigante, la mummia, il cavaliere d’acciaio, il demone svolazzante, il tristo mietitore (di cui non dovete aver paura, come dicono i Blue Oyster Cult), il pipisterellone e gli sposi fantasmi danzanti. Mi perdoneranno se ho dimenticato qualcuno.  Il livello di difficoltà è in crescendo, come è giusto che sia, ma a conti fatti ciò che veramente mette a rischio la nostra vita è l’imprevista piattaforma cedevole oppure la strategica bestia che salta o ci vola contro proprio dove c’è un precipizio.

Tutto questo non sminuisce il fascino di un titolo che ha avuto un meritato successo, per i personaggi, le musiche ma soprattutto per l’ambientazione lugubre horror più realistica e meno “caricaturale” di Ghost and Goblins, quest’ultimo più originale ma anche molto più arduo da terminare. Probabilmente un gioco che, più di altri del genere, è in grado di dividere tra fans a cui viene la pelle d’oca ogni volta che sentono parlare di un qualche “Castel…”, e giocatori navigati che si godono qualche mezzora di spensierata caccia a scheletri e vampiri, senza che le parti intime siano particolarmente stimolate.

CONCLUSIONI

Gli estimatori della serie potranno ritornare appagati nelle lugubri atmosfere di Castelvania impersonando l’impavido Simon Belmont e frustando le peggiori creature che Dracula abbia mai sfornato. Grazie anche ad alcune novità riguardo la vostra arma, la grafica, le ottime musiche e qualche piccola chicca di natura 3D che aggiunge novità ad uno svolgimento tipico dei platform a scorrimento piuttosto classico e poco avvincente per quanto riguarda gli scontri con i vari avversari.