Rastan Saga – Hack and Slash fantasy a prospettiva laterale (Parte 2)

RASTAN SAGA - INFORMAZIONI:
Genere: Hack ‘n Slash
Anno di sviluppo: 1987
Sviluppatore: Taito
Voto: 8

(by GiliuS)

(Quello che segue è un mio articolo, premio della giuria al primo contest di GamesReplay, rivisto e aggiornato. Ovviamente non facevo ancora parte dello staff. Noterete il tono ironico, dalle metafore iperboliche e confronti trasversali. Un po’ Raymond Queneau un po’ Elio e le storie tese. Giocare con le parole cercando di non offendere nessuno).

Rastan, diciamolo, non è mai stato un granché. Grafica sbiadita, nemici impacciati che camminano convulsamente come dei piccioni, piuttosto piatti e bidimensionali (e come potrebbero essere altrimenti?). Scrolling con l’acqua alla gola, cielo claustrofobico che si scopre solo dopo che hai saltato, personaggio che in realtà è un mezzobusto attaccato a delle gambe deambulanti; più teso di Tywin Lannister seduto sul cesso prima di prendersi la freccia nello stomaco dal figlio Tyrion. (Per chi sa di cosa parlo rende l’idea, per chi non lo sa e vorrebbe vedersi Games of Thrones, beh, si tratta di spoiler). Qualcuno potrebbe ribattere dicendo: ma allora Pacman che le gambe non le aveva per niente?? Beh, ma Pacman ha avuto successo solo perché ci sapeva fare. D’altra parte era tutta testa. La giocabilità non è malaccio, non si può dire che non ci si diverta ma la modalità è quella del “try and error”, ovvero vai avanti, le prendi, crepi e impari. Quando ricominci sai meglio come muoverti e “forse” ti salvi la pellaccia.

Il gioco oltre che discutibile è pure tosto, se non hai un po’ di pratica non fai altro che premere il tasto continue, mentre nella versione coin-op avevi già pronta la mano nella tasca piena di 200 lire. Per la gioia dei baristi dell’epoca. Da noi il gestore c’era diventato gobbo a forza di aprire lo sportello in basso e prelevare il danaro sonante. Mi deve almeno un appartamento della villa che si è fatto grazie a questo povero scolaro in grembiule.

Ma ritorniamo al nostro gioco. Rastan Saga esce nel 1987, prodotto e sviluppato dalla Taito, trattasi del primo episodio della saga composta da altri due sequel: Nastar (Rastan Saga 2) e Warrior Blade. E’ un fantasy a scorrimento orizzontale con elementi platform il cui scopo è salvare una principessa bella, ma non bellissima, catturata da un grande drago rosso che se ci arrivate e vi parte la corrente qualcuno potrebbe anche ordinare il calendario dalla chiesa copta più vicina per trovare dei canonizzati ancora non nominati. Il gioco non consiste in nient’altro che, si fa per dire, eliminare tutti i pupi che incontrate; (senza perdere neanche troppo tempo altrimenti i pipistrelli vi si attaccano ai capezzoli) chimere, barbari corrazzati, scheletri, rettiliani, andirivieni di alieni, Filippo Argenti e Sam e Stenn direttamente da X factor. Si raccolgono anche armi efficaci, come ascia bipenne, morning star e spada infuocata, oltre che mantelline, scarpette e vestitini, tutti invisibili ma che influiscono, dicono, sulle vostre abilità.

Comunque, l’ispirazione principiale la si coglie a colpo d’occhio, almeno per chi ha l’occhio vigile e lo sguardo urbano. Cinque anni prima, nel lontano ’82 in sala viene proiettato Conan il Barbaro, capolavoro inarrivabile dell’heroic fantasy, con un seguito piuttosto scialbo, alcuni tentativi di emulazione di serie B e un remake del 2011 che dopo averlo visto sono corso a casa a spararmi per endovena l’originale con Schwarzenegger, accompagnato da una spaghettata aglio, olio e peperoncino ed i fedeli amici con ancora stampate le visibili espressioni di disgusto. Non si potevano vedere. Loro e il remake. Si dice che Robert Howard, scrittore del romanzo omonimo, si sia suicidato dopo aver chiesto ad uno stregone come sarebbe stata la trasposizione in celluloide del suo personaggio. Lo stregone dopo aver avuto la visione di Boy George decise di chiudere con gli anni ’80, e del film di John Milius del 1982 non seppe nulla.

Sempre nel 1982 esce Battle Hymns, l’esordio dei Manowar; la band epic metal più influente e gloriosa di sempre. Almeno fino al 1989. Fortemente influenzati anch’essi dal cupo ed eroico mondo fantasy di Howard e da Conan, il cimmero più famoso degli ultimi secoli. Nel retro del CD possiamo ammirare il nerboruto braccio che tiene la tozza spada che poi i Manowar ostenteranno nelle future copertine insieme alle donnine nude, gli stivali sintetici impellicciati e i bracciali borchiati di finta pelle. Go vegan! La lotta al falso metal li ha spinti a diventare sempre più diretti ed essenziali, tanto da riuscire a sfornare album con gli stessi tre accordi e brani interi con uno solo. Neanche Ligabue ha mai osato tanto.

CONCLUSIONI

Rastan è un po’ così, un mix di ingredienti, ambientazione accattivante, tante buone intenzioni, essenzialità, eroicità, con un cucchiaino di ingenuità che rende il tutto vicino al trash. Ma ci piace un sacco. Nonostante l’ottima colonna sonora della versione originale, vi consiglio di spegnere l’audio e giocare con il sottofondo dei Manowar, a cominciare dai gemiti di piacere che si sentono al principio di Into glory ride, il secondo album. Vi immaginate già una possibile ricompensa da parte della principessa catturata dal drago, e questo potrebbe essere un ottimo incentivo per andare avanti senza troppe frustrazioni. Anche se poi tanto non ve la darà. E questo è l’ultimo spoiler per oggi. Fate i bravi.

 Hail and Kill!

Molte sono le versioni che sono state fatte, le più vecchie sono quelle dello Spectrum con il suo colore predominante “celestino rosa pallido”, come si diceva ai miei tempi. Quella per Master System piuttosto ben fatta, poi quella per Commodore 64 che tuttavia non è riuscita affatto bene, né come grafica, che come giocabilità; è diventata però celebre la bellissima colonna sonora, una delle più riuscite dell’epoca, e per un bug che non permette di finire il gioco in quanto vi troverete ad affrontare dei salti impossibili da fare.

Ben fatta invece è la conversione per Msx2 che vi potete scaricare e giocare da subito essendo abandonware.

Rastan Saga (msx2/win)